Osteoporosi in gravidanza e allattamento: una patologia rara e poco conosciuta, ma clinicamente rilevante
L’osteoporosi associata alla gravidanza e all’allattamento (Pregnancy and Lactation-Associated Osteoporosis – PLO) è una condizione rara, ma potenzialmente invalidante, che può manifestarsi con fratture vertebrali spontanee, dolore dorsolombare, cifosi dorsale e riduzione della statura, spesso in donne giovani e apparentemente sane .
Durante la gravidanza e soprattutto l’allattamento, il fabbisogno di calcio aumenta in modo significativo per sostenere la mineralizzazione scheletrica fetale e la produzione di latte. Nella maggior parte delle donne, meccanismi di adattamento del metabolismo materno limitano efficacemente l’impoverimento scheletrico di minerale; tuttavia, in una minoranza di casi, i meccanismi compensatori risultano insufficienti, determinando una perdita ossea marcata e un aumento del rischio di frattura.
I principali fattori di rischio includono:
• bassa densità ossea pre-gravidanza
• basso indice di massa corporea (magrezza)
• familiarità per osteoporosi
• carenza di vitamina D
• sedentarietà e fumo.
La diagnosi di PLO è spesso complessa, sia per la rarità della condizione sia per le limitazioni legate all’impiego di esami con radiazioni ionizzanti in gravidanza e allattamento. In questo contesto, la tecnologia REMS (link alla nuova pagina) assume un ruolo particolarmente rilevante: consente infatti una valutazione accurata, sicura e ripetibile della salute ossea anche in donne in età fertile, senza esposizione a radiazioni, permettendo di individuare precocemente situazioni di fragilità ossea e orientare la gestione clinica in modo personalizzato.
L’attenzione a queste condizioni permette non solo una migliore presa in carico della paziente, ma anche un approccio più consapevole alla prevenzione, alla tutela della salute materna e alla qualità di vita nel lungo periodo.

