L’osteonecrosi della mandibola/mascella (ONJ) è una condizione rara ma importante, caratterizzata dalla necrosi del tessuto osseo nella zona della mandibola o mascella. È spesso associata all’uso di farmaci come bisfosfonati e denosumab, utilizzati per la cura dell’osteoporosi e di altre patologie ossee.

Ma quanto è frequente questa condizione? Quali sono i sintomi? Come si può prevenire? Scopriamolo insieme in questa guida.

Cos’è l’Osteonecrosi della mandibola e della mascella?

L’osteonecrosi è una condizione in cui una parte dell’osso della mascella o della mandibola va incontro a necrosi (morte cellulare) e fatica a guarire. Questa situazione può provocare infezioni e richiedere cure odontoiatriche specifiche.

Si verifica più frequentemente in:

Pazienti in terapia con bisfosfonati o denosumab per osteoporosi

– Persone con metastasi ossee che assumono questi farmaci ad alte dosi

– Soggetti con fattori di rischio come diabete, fumo o terapia cortisonica prolungata

Incidenza: l’osteonecrosi è molto rara nei pazienti che assumono bisfosfonati per l’osteoporosi (1 caso ogni 10.000 – 100.000 all’anno), mentre il rischio aumenta nei pazienti oncologici.

Sintomi dell’Osteonecrosi: quando preoccuparsi?

L’osteonecrosi può manifestarsi con sintomi lievi o severi. I segnali più comuni sono:

  1. Dolore persistente alla mandibola o mascella
  2. Gengiva gonfia, infiammata o con suppurazione
  3. Parestesia (sensazione di intorpidimento o formicolio)
  4. Esposizione dell’osso sotto la gengiva

Se riscontri uno di questi sintomi, è importante consultare un dentista specializzato per una diagnosi corretta.

Come prevenire lOsteonecrosi?

Se sei in terapia con bisfosfonati o denosumab, ecco alcune strategie per ridurre il rischio:

1 – Mantieni una corretta igiene orale

  • Lavati i denti regolarmente con spazzolino e filo interdentale
  • Sottoponiti a igiene dentale professionale ogni 6 mesi
  • Se porti una protesi mobile, verifica che sia ben stabile

2 – Controlla i fattori di rischio

  • Se hai diabete, fumi o assumi cortisone, avvisa il tuo medico e dentista
  • Segnala sempre l’uso di bisfosfonati o denosumab al tuo odontoiatra

3 – Interventi odontoiatrici: precauzioni da seguire

  • Se assumi il farmaco da meno di 3 anni e non hai fattori di rischio, puoi sottoporti a cure dentali senza particolari precauzioni.
  • Se assumi il farmaco da più di 3 anni o hai fattori di rischio aggiuntivi, potrebbe essere necessaria una profilassi antibiotica prima degli interventi.

Cosa fare prima di un’estrazione, impianto dentale o chirurgia orale?

Non è necessario sospendere la terapia, salvo indicazione dello specialista.

Non interrompere mai il denosumab senza consultare un medico: il rischio di fratture vertebrali aumenta con la sospensione improvvisa.

Domande frequenti sullOsteonecrosi

  1. I bisfosfonati orali sono meno rischiosi di quelli endovenosi?

No, non ci sono differenze nel rischio tra i bisfosfonati orali (alendronato, risedronato, ibandronato) e quelli endovenosi (zoledronato, neridronato, ibandronato). Anche il denosumab ha un rischio simile.

  1. Se devo fare un impianto dentale, devo interrompere la terapia?

No, gli impianti dentali non sono controindicati, ma è importante valutare il rischio con lo specialista.

  1. Sospendere il farmaco prima di un intervento dentale riduce il rischio di osteonecrosi?

Non ci sono evidenze scientifiche che confermino questa ipotesi. Non interrompere mai il farmaco autonomamente!

Se necessario, il medico può decidere una sospensione temporanea per 2-3 mesi, valutando il rischio di frattura.

Quando consultare uno specialista?

  • Se sei in terapia con bisfosfonati o denosumab e devi sottoporti a cure dentali, consulta un medico esperto in osteoporosi.
  • Se avverti sintomi sospetti come dolore o gonfiore gengivale, prenota subito una visita odontoiatrica.

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